Uso di stime

Il Bilancio consolidato del Gruppo è predisposto in accordo con gli IFRS, che richiedono il ricorso a stime, giudizi e assunzioni che hanno effetto sull’ammontare delle attività e delle passività, sull’informativa relativa alle passività potenziali e sul valore dei ricavi e costi rilevati. Le stime e le assunzioni utilizzate sono basate su elementi noti alla data di predisposizione del bilancio, sull’esperienza storica e su altri elementi eventualmente considerati rilevanti.

Le stime e le assunzioni utilizzate sono aggiornate periodicamente e regolarmente dal Gruppo. ln caso di diverso andamento degli elementi considerati, i valori consuntivati potrebbero differire dalle stime originarie e richiedere conseguentemente di essere modificate. Tali variazioni delle stime sono rilevati a Conto economico nel periodo in cui si verificano, o nei periodi successivi.

Le voci di bilancio principalmente interessate da tali processi di stima sono le attività non correnti (attività immateriali e materiali), le imposte differite attive, i fondi per i dipendenti e le Rimanenze. Di seguito sono descritti i processi che richiedono assunzioni e stime per i quali potrebbe esistere il rischio di rilevare successivamente una differenza significativa tra valori contabili e quanto consuntivato.

Valore recuperabile delle attività non correnti

Le attività non correnti includono gli Immobili, impianti e macchinari, l’Avviamento e le Attività immateriali a vita utile definita e indefinita. Il Gruppo rivede periodicamente il valore contabile delle attività non correnti e di quelle destinate alla vendita, quando fatti e circostanze richiedono tale revisione. Il test di impairment è effettuato confrontando il valore contabile con il valore recuperabile di ogni unità generatrice di flussi di cassa (“cash-generating unit” “CGU”). Il valore recuperabile di una CGU è determinato con riferimento al maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d’uso. Nel determinare il valore d’uso, i flussi di cassa futuri ante imposte sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto ante imposte che riflette la valutazione corrente di mercato del valore temporale del denaro ed i rischi specifici della CGU. L’analisi della recuperabilità del valore contabile delle attività non correnti è svolta almeno una volta all’anno per le CGU cui è stato allocato un Avviamento o delle Attività immateriali a vita utile indefinita. Per la descrizione del test di impairment sul Goodwill derivante dall’acquisizione di Chrysler e sulle Attività immateriali a vita utile indefinita, si rinvia alla Nota 13.

Per le altre CGU, la stessa analisi è svolta qualora si verifichino fatti e circostanze che facciano presumere una perdita di valore. Al 31 dicembre 2012 e 2013, a seguito del continuo declino della domanda di auto nel mercato Europeo (in particolare, in Italia) e al processo di razionalizzazione delle architetture(1) e delle relative piattaforme produttive in relazione alla rifocalizzazione della strategia di prodotto delle region, le attività nette di EMEA sono state oggetto di test di impairment svolto su due livelli.

In primo luogo, è stato oggetto di test il valore recuperabile delle attività attribuite alle CGU specifiche di EMEA, identificate negli impianti e attrezzature e relative attività immateriali destinate alla produzione di specifiche piattaforme, motori e trasmissioni.  A seguito di tale processo sono state rilevate svalutazioni di Costi di sviluppo per 66 milioni di euro e di Altre attività materiali per 37 milioni di euro (108 milioni di euro nel 2012 principalmente relativi a Costi di sviluppo e Altre attività materiali). Tali svalutazioni sono rilevate nella voce Altri oneri atipici per 93 milioni di euro e nei costi operativi per 10 milioni di euro. Un analogo processo è stato condotto anche per alcune specifiche CGU nell’ambito del segmento operativo Componenti e per la CGU Maserati, comportando rispettivamente una svalutazione degli Immobili, impianti e macchinari per 30 milioni di euro e una svalutazione dei Costi di sviluppo per 65 milioni di euro.

In secondo luogo, a seguito del sopracitato declino della domanda, al 31 dicembre 2012 e 2013, il Gruppo ha ritenuto opportuno verificare la recuperabilità del valore contabile del capitale investito netto del segmento operativo EMEA nel suo insieme, stimandone il valore d’uso, in base alle seguenti ipotesi:

  • lo scenario di riferimento è rappresentato dal budget 2014, dall’andamento atteso del contesto economico e del mercato automobilistico per il periodo 2015-2019, sulla base di analisi e studi predisposti da primarie fonti indipendenti (IHS-Global Insight) e in linea con l’annunciata decisione strategica di far leva sui marchi storici premium del Gruppo (Alfa Romeo) e sul successo della nuova famiglia 500;
  • il periodo di 6 anni preso a riferimento è ritenuto necessario per tener conto del ciclo di vita dei nuovi modelli che saranno introdotti e riflette i benefici derivanti dagli investimenti destinati all'arricchimento del portafoglio prodotti e al suo rinnovo, concentrati in particolare nel 2015-2016;
  • i flussi di cassa futuri attesi, rappresentati dal risultato atteso della gestione ordinaria, cui sono sommati gli ammortamenti e dedotti gli investimenti attesi, includono un valore normalizzato (“terminal value”) impiegato per stimare i risultati futuri oltre l’arco temporale esplicitamente considerato. Tale terminal value è stato ipotizzato sostanzialmente in linea con quanto stimato per i periodi 2017-2019. Il tasso di crescita di lungo periodo è stato considerato pari a zero; 
  • i flussi di cassa futuri attesi sono stati attualizzati ad un tasso Weighted Average Costo of Capital (WACC) ante imposte del 12,20% (13,14% nel 2012). Tale tasso riflette la valutazione corrente di mercato del valore temporale del denaro per il periodo considerato e i rischi specifici della region EMEA. Il WACC è stato determinato con riferimento, tra gli altri, alla curva dei tassi di rendimento dei titoli di stato europei a 10 anni e al costo del debito di Fiat.

Il valore recuperabile delle attività nette del segmento operativo EMEA così determinato è risultato superiore al relativo valore contabile. É stata inoltre effettuata una sensitivity simulando due diversi scenari: a) tasso WACC aumentato dell'1% per il 2017, del 2% per il 2018 e del 3% nel 2019 e per il Terminal Value, b) flussi di cassa rettificati stimando, rispetto alle ipotesi di base, una riduzione del 5% della domanda del mercato europeo dell'auto per il 2015, del 7,5% per il 2016  e del 10% per il 2017-2019. In tutti i casi, il valore recuperabile delle attività nette prese in esame continua ad essere superiore al valore contabile.

Le stime e le assunzioni descritte riflettono lo stato delle conoscenze del Gruppo circa gli sviluppi dei business e tengono conto di previsioni sui futuri sviluppi dei mercati e del settore automobilistico che rimangono soggette ad un elevato grado di incertezza a causa del perdurare delle attuali difficoltà economiche in molti paesi dell’Eurozona e dei loro effetti sul settore. In particolar modo, considerata l’elevata incertezza, un eventuale peggioramento del contesto economico dell’Eurozona che non sia già stato considerato nelle ipotesi del Gruppo, potrebbe evidenziare delle performance divergenti rispetto alle aspettative con conseguente necessità di rilevare in futuro rettifiche al valore contabile di determinate attività non correnti.

Recuperabilità delle imposte differite attive

Le attività per imposte differite non sono rilevate in bilancio se non è probabile che in futuro saranno realizzati redditi imponibili sufficienti a recuperare parte o tutto il beneficio derivante da tali attività.

Al 31 dicembre 2013, il Gruppo ha attività per imposte differite derivanti da differenze temporanee deducibili per 6.173 milioni di euro (6.353 milioni di euro al 31 dicembre 2012) di cui non riconosciute per 435 milioni di euro (2.445 milioni di euro al 31 dicembre 2012). Alla stessa data il Gruppo ha inoltre benefici fiscali teorici per perdite riportabili a nuovo per 3.810 milioni di euro (3.399 milioni di euro al 31 dicembre 2012) di cui non riconosciute per 2.891 milioni di euro (2.473 milioni di euro a 31 dicembre 2012). Inoltre, si evidenzia che al 31 dicembre 2013, in considerazione dei risultati conseguiti da Chrysler, del continuo miglioramento del suo mix prodotto, dell’andamento delle vendite a livello internazionale e della realizzazione di nuovi modelli, nonché in considerazione del rafforzamento dell’alleanza tra Fiat e Chrysler, anche a seguito dell’acquisizione da parte di Fiat della rimanente quota ad inizio 2014, il Gruppo ha rilevato imposte differite attive in precedenza non rilevate per complessivi 1.734 milioni di euro, di cui 1.500 milioni di euro tra le Imposte sul reddito e 234 milioni di euro tra gli Altri utili/(perdite) complessivi.

La recuperabilità delle imposte differite attive dipende dalla capacità del Gruppo di generare redditi imponibili futuri sufficienti nel periodo in cui si presume che le differenze temporanee deducibili riverseranno e le perdite fiscali riportabili a nuovo potranno essere utilizzate. In tali valutazioni il Gruppo considera i redditi imponibili futuri derivanti dai più recenti budget e piani, predisposti con gli stessi criteri descritti per i test di impairment delle attività e dell’avviamento, inoltre, il Gruppo stima gli impatti del rigiro delle differenze temporanee imponibili sui risultati, e considera inoltre il periodo lungo il quale tali attività potrebbero essere recuperate.

Tali stime ed assunzioni sono soggette ad un elevato grado di incertezza, soprattutto con riferimento al futuro andamento dell’Eurozona, pertanto variazioni nelle stime correnti a causa di eventi non previsti potrebbero avere un impatto significativo nel bilancio consolidato del Gruppo.

Piani pensione e altri benefici successivi al rapporto di lavoro

Al 31 dicembre 2013 le passività e le attività nette per benefici ai dipendenti, rispettivamente pari a 7.181 milioni di euro e 95 milioni di euro (rispettivamente pari a 10.256 milioni di euro e 83 milioni di euro al 31 dicembre 2012), sono valutati con una metodologia attuariale che richiede l’uso di stime ed assunzioni per la determinazione del valore netto dell’obbligazione o dell’attività netta. La metodologia attuariale considera parametri di natura finanziaria come, per esempio, il tasso di sconto o il rendimento delle attività a servizio dei piani, i tassi di crescita delle retribuzioni ed i tassi di crescita dei costi di assistenza medica, e considera la probabilità di accadimento di potenziali eventi futuri attraverso l’uso di parametri di natura demografica come per esempio i tassi relativi alla mortalità e alle dimissioni o al pensionamento dei dipendenti.

In particolare, i tassi di sconto utilizzati sono riferiti a titoli obbligazionari corporate high quality nei rispettivi mercati di riferimento. Il rendimento delle attività a servizio del piano è dato dall’interesse, dai dividendi e da altri ricavi derivanti da tali attività, unitamente agli  utili o perdite realizzati o non realizzati sulle stesse, dedotti i costi di amministrazione delle attività e qualsiasi imposta dovuta, diversa dalle imposte incluse nelle ipotesi attuariali utilizzate per determinare il valore attuale dell’obbligazione. Le ipotesi sui futuri incrementi retributivi riflettono l’aspettativa di lungo termine del Gruppo nei mercati di riferimento e l’andamento dell’inflazione. Gli andamenti dei costi di assistenza medica sono sviluppati sulla base dell’esperienza storica e dell’andamento di breve termine dei costi e del trend di lungo periodo atteso. La variazione di ognuno di questi parametri è rilevata tra gli Altri utili/(perdite) complessivi e potrebbe comportare degli effetti sulle future contribuzioni ai fondi.

Valore di realizzo delle Rimanenze

Al 31 dicembre 2013 il Gruppo ha rilevato Rimanenze per 10.230 milioni di euro (9.295 milioni di euro al 31 dicembre 2012) che sono valutate al minore tra il costo ed il valore di netto realizzo. Il valore di netto realizzo è determinato considerando le stime più attendibili del valore che il Gruppo realizzerà dalla vendita dei propri veicoli, sul trend delle vendite future e sull’analisi dei fabbisogni futuri per i componenti. Tale valore considera inoltre i beni che sono in tutto o in parte obsoleti. Un inatteso futuro peggioramento delle condizioni di mercato, potrebbe tradursi in un adeguamento del trend delle vendite, dei fabbisogni futuri, e dei prezzi di vendita stimati, e conseguentemente richiedere un adeguamento del valore contabile delle Rimanenze.

Incentivi

Il Gruppo offre diversi incentivi sulle vendite, tra cui: incentivi ai concessionari, determinati sulla base delle loro vendite ai clienti finali nel corso di un determinato periodo, incentivi alla clientela e programmi di sovvenzione offerti o sovvenzioni su locazioni. Tali piani di incentivazione sono generalmente strutturati per marchio, modello e area geografica in un determinato lasso temporale, che può essere eventualmente prorogato. Il Gruppo riconosce l’onere stimato per questi incentivi al momento della vendita. La stima di tali oneri include sia il costo degli incentivi offerti ai concessionari e clienti finali, sia eventuali modifiche previste per tali piani al fine di facilitare le vendite dello stock dei concessionari. Eventuali successive variazioni ai piani di incentivazione e nuovi piani di incentivazione offerti dal Gruppo relativamente a veicoli già venduti ai concessionari sono riconosciuti a riduzione dei Ricavi netti nel periodo in cui tale variazione è determinato.

Garanzie e responsabilità prodotto

Al 31 dicembre 2013 il Gruppo ha rilevato fondi per la garanzia prodotto per 3.656 milioni di euro (3.617 milioni di euro al 31 dicembre 2012). Le stime di tali fondi si basano principalmente sulla durata della garanzia di ogni veicolo e sull’esperienza storica del Gruppo sui singoli modelli. Tali stime sono inevitabilmente imprecise e possono essere oggetto di revisione a causa delle numerose variabili considerate, tra cui eventuali nuove leggi e regolamenti, il numero di veicoli coinvolti e la tipologia degli interventi.

Il Gruppo inoltre stima eventuali passività per responsabilità di prodotto derivanti da lesioni personali causate da difettosità del prodotto. La valutazione di tali fondi è determinata annualmente con metodologia attuariale considerando, tra gli altri, il numero dei veicoli venduti e il numero dei reclami ricevuti. L’accantonamento a tali fondi è rilevato nel Costo del venduto e, ogni eventuale adeguamento della passività è rilevato nel periodo in cui questo diventa determinato.

Passività potenziali

Il Gruppo accerta una passività a fronte di contenziosi e rischi derivanti da cause legali in corso quando ritiene probabile il verificarsi di un esborso finanziario e quando l’ammontare della passività può essere ragionevolmente stimato. Nel caso in cui un esborso finanziario diventi possibile ma non ne sia determinabile l’ammontare, tale fatto è riportato nelle note di bilancio. Il Gruppo è soggetto a cause legali e fiscali riguardanti una vasta tipologia di problematiche in diverse giurisdizioni. Stante le incertezze inerenti tali problematiche, è difficile predire con certezza l’esborso che deriverà da tali controversie. Inoltre, le cause e i contenziosi contro il Gruppo, spesso derivano da problematiche legali complesse, che sono soggette a un diverso grado di incertezza, inclusi i fatti e le circostanze inerenti a ciascuna causa, il modo in cui legge applicabile è probabile che sia interpretata ed applicata ai fatti sottostanti e, la giurisdizione e le differenti leggi applicabili.  Il Gruppo monitora costantemente lo statusdelle cause in corso e si avvale di esperti in materia legale e fiscale, è quindi possibile che il valore dei fondi per procedimenti legali e contenziosi del Gruppo possa variare a seguito di futuri sviluppi nei procedimenti in corso.

(1) L'architettura è un insieme di moduli che permettono la realizzazione di piattaforme specifiche per i modelli di una classe di vetture.