Lettera dell'Amministratore Delegato

Signori Azionisti,
il 2013 è stato un altro anno carico di significato, soprattutto per i progressi compiuti nel processo di integrazione tra Fiat e Chrysler.

Sergio MarchionneIl lavoro che è stato fatto in questo senso, dal punto di vista industriale, commerciale e culturale, era una premessa necessaria per completare l’unione con l’acquisizione della piena proprietà di Chrysler.

Siamo sempre stati convinti che l’integrazione tra Fiat e Chrysler dovesse esistere nei fatti e nella realtà di tutti i giorni, prima ancora che sulla carta.

Per questo negli ultimi quattro anni e mezzo ci siamo impegnati per integrare le rispettive tradizioni, per trasformare le differenze in punti di forza e per abbattere, insieme alle barriere geografiche, anche quelle culturali.

Le nostre due aziende hanno imparato a lavorare fianco a fianco con umiltà, ad ascoltarsi e confrontarsi, a scambiarsi esperienze e conoscenze, e hanno imparato a stimolarsi a vicenda.

Ognuna con la propria identità, Fiat e Chrysler hanno condiviso lo spirito e i valori di un gruppo che vuole distinguersi non solo per l’eccellenza dei suoi prodotti, ma anche per integrità, serietà e trasparenza.

Come sapete, il primo gennaio del 2014, dopo una lunga trattativa, abbiamo raggiunto un accordo col VEBA Trust che ci ha permesso di acquisire la totalità del capitale di Chrysler.

Questo è stato senza dubbio un passaggio epocale nella storia della Fiat, ma è semplicemente il naturale coronamento di un percorso che queste due aziende hanno compiuto insieme, passo dopo passo, per dare vita ad una realtà unica e straordinariamente ricca a livello tecnico, professionale ed umano.

Insieme siamo riusciti a creare un costruttore di auto globale, il settimo più grande del mondo. Anche i risultati con cui abbiamo chiuso il 2013 mostrano i frutti di questa unione.

Le consegne a livello mondiale sono cresciute del 3 per cento rispetto all’anno precedente, arrivando a 4,4 milioni di unità.

I ricavi sono stati pari a 87 miliardi di euro, in aumento del 3 per cento in termini nominali e del 7 per cento se valutati a cambi costanti. L’utile della gestione ordinaria è stato di 3,4 miliardi di euro, mentre l’utile netto è arrivato a quasi 2 miliardi di euro.

La liquidità disponibile complessiva, al 31 dicembre 2013, era pari a 22,7 miliardi di euro.

Con l’obiettivo di preservare un equilibrato livello di liquidità a seguito dell’acquisizione della quota minoritaria in Chrysler, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di non raccomandare la distribuzione di un dividendo alle azioni Fiat.

Nel complesso, i risultati positivi ottenuti dai nostri marchi nei mercati di massa del Nord America e dell’Asia-Pacifico hanno più che compensato la perdurante debolezza del mercato europeo e il rallentamento registrato in America Latina.

Parallelamente, è proseguita la crescita dei marchi di lusso e anche il business della componentistica ha contribuito in modo positivo.

Considerando le performance dei marchi generalisti per area geografica, in Nord America (NAFTA) le nostre vendite sono aumentate dell’8 per cento, tenendo un ritmo superiore a quello della domanda.

Negli Stati Uniti, con la fine del 2013 abbiamo messo a segno 45 mesi di crescita consecutiva, registrando il nostro più alto livello di vendite annuali dal 2007.

In Canada, abbiamo archiviato il 2013 con il 49° mese di miglioramento continuo, confermandoci al secondo posto tra i principali costruttori del Paese e segnando il nostro miglior anno, a livello di vendite, degli ultimi tredici.

In America Latina (LATAM) abbiamo registrato buoni risultati, anche se in diminuzione rispetto all’anno precedente, a causa soprattutto dell’effetto negativo dei cambi di conversione, in particolare del Real, della crescita inflazionistica dei costi industriali collegati alle attività brasiliane, oltre che dei costi connessi all’avvio dei lavori per il nuovo stabilimento di Pernambuco.

LATAM si confronta peraltro con un anno record come il 2012, quando il Gruppo aveva messo a segno una performance eccezionale, grazie alla rapidità con cui aveva saputo sfruttare il repentino aumento della domanda conseguente alle politiche di incentivazione fiscale varate dal governo brasiliano.

Nonostante ciò, in Brasile abbiamo confermato la nostra posizione di leadership, detenuta per dodici anni, con una quota di mercato che è ancora di 2,7 punti percentuali più alta di quella del concorrente più prossimo.

In Argentina, le nostre vendite sono aumentate del 31 per cento e la quota di mercato è cresciuta di 1,4 punti percentuali. Nell’area dell’Asia-Pacifico (APAC), il Gruppo ha realizzato un’ottima performance grazie alla crescita significativa dei volumi.

Le vendite, incluse quelle delle joint venture, sono aumentate del 73 per cento, superando nettamente l’andamento del mercato, che nell’anno è cresciuto del 9 per cento.

In Cina continua il buon momento della Fiat Viaggio che è diventata la vettura più venduta del Gruppo nella regione; in India, grazie alla nuova rete di vendita, ora gestita interamente dal Gruppo, i volumi sono aumentati del 41 per cento; in Australia abbiamo registrato la migliore performance annua sul mercato, con una crescita del 53 per cento.

In EMEA le condizioni di mercato sono rimaste estremamente deboli, con il settore auto che in Europa ha registrato un declino per il sesto anno consecutivo.

Ciò nonostante, il Gruppo ha ridotto in modo significativo le perdite nella region EMEA, che si sono attestate a 470 milioni di euro, in miglioramento di 233 milioni rispetto al 2012, soprattutto grazie a un migliore mix di prodotti, ai primi successi della strategia commerciale centrata sulla famiglia della 500 e alle efficienze sui costi realizzate nel corso dell’anno.

Inoltre, sono arrivati i primi segnali promettenti dalla strategia premium, annunciata nel 2012 in risposta alle difficoltà del mercato.

I primi frutti della direzione che abbiamo intrapreso, intesa a espandere la nostra offerta di prodotto puntando sui segmenti più alti e più remunerativi, iniziano a essere evidenti considerando gli ottimi risultati di Maserati.

Il marchio ha chiuso l’anno con un quarto trimestre particolarmente forte, grazie all’avvio delle vendite della Ghibli che da ottobre si sono affiancate con successo a quelle della nuova Quattroporte, lanciata a marzo.

Nell’anno, Maserati ha registrato consegne in crescita del 148 per cento, fatturato in aumento del 120 per cento, utile della gestione ordinaria in miglioramento di 114 milioni di euro, a 171 milioni di euro, e margini superiori al 10 per cento dei ricavi.

Ottimi anche i risultati di Ferrari, che ha aumentato i ricavi del 5 per cento a 2,3 miliardi di euro e l’utile della gestione ordinaria del 9 per cento a 364 milioni di euro, con un margine sui ricavi salito al 15,6 per cento. Tutto ciò nonostante volumi di produzione che abbiamo voluto mantenere inferiori a quelli del 2012, proprio per preservare la rarità e l’esclusività del marchio.

Parallelamente, è proseguito il nostro impegno nell’adozione degli standard di produzione dettati dal World Class Manufacturing in tutti i nostri impianti industriali, con un focus costante sulla qualità dei processi e dei prodotti.

A testimonianza di questi sforzi, nel corso del 2013 gli stabilimenti di Pomigliano d’Arco (Napoli), Tychy (Polonia) e Bursa (Turchia) hanno ottenuto la medaglia d’oro nella classifica mondiale del World Class Manufacturing, mentre in Chrysler abbiamo iniziato a introdurre il WCM anche presso i nostri fornitori.

Per quanto riguarda le prospettive di medio termine, come già annunciato, presenteremo un piano aggiornato all’inizio di maggio 2014, per fornire una maggiore visibilità sulla direzione strategica del Gruppo e sulle priorità nella sua esecuzione.

Abbiamo comunque indicato come obiettivi per l’anno in corso un fatturato di circa 93 miliardi di euro, un utile della gestione ordinaria compreso tra 3,6 e 4 miliardi di euro, un utile netto tra 0,6 e 0,8 miliardi di euro e un indebitamento netto industriale nell’intervallo tra 9,8 e 10,3 miliardi di euro, che tiene conto anche del pagamento di 2,7 miliardi di euro al VEBA Trust nel gennaio del 2014 per acquisire la restante quota del 41,5 per cento di Chrysler.

Nel perseguire questi obiettivi, lavoreremo con lo stesso spirito che ci ha guidato finora, nel rispetto delle persone, delle diversità di esperienze e di culture che coesistono, dentro e fuori dal Gruppo, e con particolare attenzione verso il territorio in cui operiamo, l’ambiente e il futuro che lasceremo alle prossime generazioni.

L’impegno a operare in modo responsabile e la promozione di un modello di sviluppo sostenibile sono parte integrante dei valori di questo Gruppo.

Si tratta di un approccio che continua ad essere riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.

Per il quinto anno consecutivo, Fiat si è affermata tra i leader di sostenibilità ed è stata nuovamente inclusa nei prestigiosi indici Dow Jones Sustainability World e Europe, conseguendo il massimo punteggio in alcune aree chiave di valutazione, tra cui quella economica, ambientale e sociale.

Inoltre, per il secondo anno consecutivo, il Gruppo si è confermato leader indiscusso tra le aziende italiane per l’impegno e i risultati conseguiti nel contrastare i cambiamenti climatici. Le performance ambientali, unite alla trasparenza nella comunicazione, sono valse a Fiat l’ammissione anche al CDP Italy 100 Climate Disclosure Leadership Index (CDLI) e Climate Performance Leadership Index (CPLI), raggiungendo la valutazione più alta tra le aziende partecipanti.

Si tratta di riconoscimenti che vanno ascritti a una filosofia di business radicata, condivisa e promossa da ogni singolo individuo dentro l’azienda, in cui la ricerca dell’eccellenza dei prodotti si coniuga a un modo di agire responsabile.

Per questo, il mio ringraziamento più grande va a tutte le nostre persone, che hanno abbracciato la cultura della sostenibilità e ogni giorno s’impegnano a tradurla in azioni concrete.

Grazie anche a tutti i nostri azionisti, per averci accompagnati finora nel processo di crescita e trasformazione dell’azienda e per continuare a sostenerci mentre ci accingiamo a scrivere un nuovo capitolo di storia comune tra Fiat e Chrysler.

 

 

27 febbraio 2014

 

 

/f/ Sergio Marchionne

L’AMMINISTRATORE DELEGATO

Sergio Marchionne