Principali rischi e incertezze cui Fiat S.p.A. e le sue controllate sono esposte

Fiat S.p.A. e le sue controllate (che da giugno 2011 includono Chrysler) sono esposte ad una varietà di rischi nello svolgimento delle loro attività. I rischi e le incertezze sotto descritti non sono gli unici ai quali il Gruppo Fiat è esposto. Rischi addizionali ed eventi incerti, di cui il Gruppo Fiat non è al corrente o che attualmente ritiene non rilevanti, potrebbero parimenti diventare fattori importanti ed influenzarne l’attività. In caso qualcuno degli eventi seguenti dovesse avverarsi, potrebbe influenzare notevolmente e sfavorevolmente l’attività, la situazione finanziaria ed i risultati economici del Gruppo Fiat.

1. La redditività del Gruppo dipende dal raggiungimento di certi volumi minimi di vendita di veicoli. Il calo dei volumi ha conseguenze negative sui risultati e sulla situazione finanziaria del Gruppo

Il conseguimento di risultati positivi è subordinato al raggiungimento di un livello minimo di volumi di vendita. Come è tipico per i costruttori di automobili, il Gruppo è caratterizzato dalla presenza di significativi costi fissi, quindi, le eventuali variazioni nei volumi di vendita possono riflettersi in modo più che proporzionale sulla redditività. Inoltre, il Gruppo tende ad operare con un capitale circolante negativo e il Gruppo generalmente riceve pagamenti per vendite di veicoli ai dealer entro alcuni giorni dalla spedizione dagli stabilimenti, mentre si rileva uno sfasamento tra il momento in cui il Gruppo riceve i componenti ed i materiali dai fornitori ed il momento in cui il Gruppo paga tali componenti e materiali; pertanto la diminuzione dei volumi di vendita può avere un impatto significativo sui flussi di cassa e sui livelli di liquidità del Gruppo, in quanto il Gruppo continua a pagare i fornitori in un periodo nel quale diminuiscono i ricavi derivanti dalle vendite di veicoli. Qualora le vendite non aumentino o cadano al di sotto delle ipotesi del Gruppo, per effetto di crisi finanziarie, ricadute in recessione, cambiamenti nella fiducia dei consumatori, eventi geopolitici, vincoli nella produzione di determinati modelli, accesso limitato alle fonti di finanziamento o altri fattori, la situazione finanziaria e i risultati del Gruppo potrebbero risentirne significativamente.

2. Le attività del Gruppo sono influenzate dall’andamento dei mercati finanziari globali, dell’economia in generale e da altre condizioni di cui il Gruppo non ha il controllo

La situazione economico-finanziaria del Gruppo può essere influenzata dai vari fattori che compongono il quadro macro-economico - incluse variazioni del prodotto interno lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, le variazioni dei tassi di interesse per il credito al consumo e alle imprese o la loro disponibilità, i prezzi dell’energia, il costo delle commodity o di altre materie prime e il tasso di disoccupazione - nei vari paesi in cui il Gruppo opera.

A partire dal 2008, i mercati finanziari hanno subito forti turbolenze a livello globale che hanno comportato un notevole deterioramento dell’economia. La recessione economica globale del 2008 e del 2009, che ha caratterizzato quasi tutte le aree geografiche e i settori dell’economia, si è anche riflessa in una forte diminuzione della domanda di automobili. Nonostante in tempi più recenti il Gruppo abbia rilevato segnali di ripresa in alcune aree, a livello globale le prospettive economiche rimangono incerte.

In Europa, nonostante le misure adottate da molti Governi e dalle autorità monetarie per fornire supporto finanziario ad alcuni stati membri dell’Eurozona in difficoltà ed evitare un default del debito sovrano, persistono riserve sul peso di tale debito di diversi Paesi. Questi elementi, insieme alle significative misure fiscali introdotte in alcuni stati al fine di gestire il rischio attuale o percepito sul debito sovrano, hanno portato ulteriori pressioni sulla crescita economica ed a nuovi periodi di recessione. Tali incertezze potrebbero condizionare negativamente la ripresa dell’economia a livello globale, così come anche la situazione finanziaria di alcune istituzioni europee, e potrebbero comportare maggiore volatilità, minore liquidità, crescita nei differenziali tra tassi di interesse (spread) e perdita di trasparenza dei prezzi sul mercato del credito. Inoltre le diffuse misure di austerity attuate in molte aree in cui il Gruppo opera, potrebbero continuare a influenzare negativamente la fiducia dei consumatori, il loro potere di acquisto e capacità di spesa. Ciò potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria ed i risultati economici del Gruppo.

In seguito all'acquisizione da parte del Gruppo del controllo di Chrysler e successiva acquisizione del 100% della partecipazione in Chrysler, la maggioranza dei ricavi del Gruppo viene generata nella regione NAFTA. Sebbene la ripresa economica in Nord America sia stata più lenta e meno robusta di quanto previsto dagli economisti, le vendite di veicoli in Nord America sono state caratterizzate da una crescita significativa dopo i cali registrati tra il 2009 e il 2010. Comunque, questa ripresa potrebbe non essere duratura o circoscriversi ad alcune classi di veicoli. In aggiunta, la ripresa può essere in parte attribuita alla domanda accumulatasi e all’incremento dell’età media dei veicoli in Nord America a seguito del perdurare delle difficoltà dell’economia, pertanto non ci possono essere assicurazioni che il miglioramento della situazione dell’economia o dei livelli di occupazione possano portare un corrispondente incremento delle vendite di veicoli. Pertanto, in Nord America potrebbero verificarsi in futuro una crescita limitata o una diminuzione delle vendite.

Inoltre, anche nei maggiori mercati emergenti, quali la Cina, il Brasile e l’India, è stata registrata una minore crescita; in questi paesi anche la debolezza delle esportazioni e della domanda interna ha comportato un rallentamento dell’economia. Tutti questi potenziali sviluppi potrebbero incidere in maniera negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

In generale, il settore automobilistico è storicamente soggetto ad elevata ciclicità, che tende a riflettere il generale andamento dell’economia, spesso ampliandone la portata. A causa delle difficoltà nel prevedere la dimensione e la durata dei cicli economici, non si può fornire alcuna assicurazione circa gli andamenti futuri della domanda dei prodotti venduti dal Gruppo nei mercati in cui esso opera.

In aggiunta, anche in assenza di una crescita economica lenta o di recessione, altre circostanze economiche – come l’incremento dei prezzi dell’energia, fluttuazioni dei prezzi delle materie prime o una riduzione della spesa in infrastrutture – potrebbero avere conseguenze negative sul settore in cui opera il Gruppo e congiuntamente con gli altri fattori citati in precedenza, potrebbero determinare un impatto negativo significativo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

3. Le performance future del Gruppo dipendono dalla sua capacità di arricchire il portafoglio prodotti e di offrire prodotti innovativi

Il successo delle attività del Gruppo dipende, tra le altre cose, dalla capacità di mantenere o incrementare le proprie quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che siano attraenti per i clienti e che garantiscano adeguati livelli di redditività. In generale occorrono due o più anni per disegnare e sviluppare un nuovo prodotto e numerosi fattori potrebbero allungare i tempi. A causa del ciclo di sviluppo del prodotto e dei vari elementi che possono contribuire a favorire l’accettazione da parte dei consumatori del design dei nuovi modelli, tra i quali i nuovi prodotti introdotti dai concorrenti, il prezzo dei carburanti, le condizioni generali dell’economia e i cambiamenti delle preferenze nello stile, un nuovo prodotto, che il Gruppo crede possa essere attraente, una volta introdotto sul mercato potrebbe non generare vendite sufficienti ed essere venduto ad un prezzo tale da non risultare profittevole. Qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi, soprattutto con particolare riguardo a quelli di gamma alta, rispetto ai principali concorrenti, in termini, tra l’altro, di prezzo, qualità, funzionalità, o qualora vi fossero dei ritardi nell’uscita sul mercato di modelli strategici per il business del Gruppo, le sue strategie potrebbero essere compromesse, con significativi impatti negativi sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Inoltre, l’elevata incidenza dei costi fissi, dovuta ai significativi investimenti in impianti e macchinari così come ai vincoli derivanti dai contratti collettivi di lavoro che limitano la flessibilità nell’adattare il costo del lavoro alle variazioni della domanda, possono accentuare i rischi associati ad errori nella valutazione della domanda stessa.

4. L’industria dell’automobile è caratterizzata da un elevato livello di concorrenzialità e ciclicità e il Gruppo potrebbe risentirne in misura maggiore rispetto ad alcuni suoi concorrenti

Sostanzialmente tutti i ricavi del Gruppo sono generati nell’industria automobilistica, che è altamente concorrenziale e comprende il settore della produzione e distribuzione di automobili, veicoli commerciali leggeri, componenti e sistemi di produzione. Il Gruppo compete in Europa, Nord America, America Latina e nell’area Asia-Pacifico con altri gruppi di rilievo internazionale nella produzione e distribuzione di automobili, veicoli commerciali leggeri e nella fornitura dei relativi componenti. Tali mercati sono tutti altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, innovazione, prezzo, efficienza nei consumi, affidabilità e sicurezza, assistenza alla clientela e servizi finanziari offerti. Molti dei concorrenti del Gruppo su tali mercati beneficiano di una maggiore capitalizzazione e di quote di mercato più elevate.

Nel corso degli ultimi anni, la concorrenza – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente nel settore in cui il Gruppo opera. Inoltre, in parte anche a causa della minore crescita della domanda di veicoli, la capacità produttiva mondiale di auto supera abbondantemente la domanda corrente. Questa sovraccapacità produttiva, combinata con l’elevato grado di concorrenza e con le condizioni di debolezza delle maggiori economie mondiali, ha aumentato e potrebbe ulteriormente aumentare la tensione sui prezzi dei veicoli.

I principali concorrenti del Gruppo potrebbero reagire a questo contesto cercando di rendere i loro modelli più attraenti o più convenienti agli occhi della clientela, aggiungendo optional, offrendo finanziamenti agevolati o programmi di leasing, o riducendo i prezzi di vendita sia direttamente sia offrendo sconti, riduzioni di prezzo o altre forme di incentivazione su taluni mercati. In aggiunta, i costruttori che operano in paesi con costi di produzione più bassi, hanno annunciato l’intenzione di esportare automobili a basso costo sui mercati maturi. Queste iniziative hanno avuto, e potrebbero continuare ad avere, un impatto negativo sul prezzo dei veicoli del Gruppo, sulle sue quote di mercato e sui risultati operativi.

Nel business dell’Auto l’andamento della domanda è ciclico e varia in funzione delle condizioni generali dell’economia, della propensione al consumo della clientela finale, della disponibilità di finanziamenti e dell’eventuale presenza di misure pubbliche di stimolo. Inoltre, il mercato è soggetto al costante rinnovo dell’offerta attraverso lanci frequenti di nuovi modelli sul mercato. Un andamento sfavorevole della domanda di autovetture, o qualora il Gruppo non fosse in grado di adattarsi efficacemente al contesto esterno di mercato, potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

5. Gli sforzi del Gruppo per incrementare la diffusione di alcuni dei suoi marchi, che il Gruppo ritiene possano essere globalmente apprezzati, potrebbero non avere successo

Le strategie di crescita del Gruppo includono investimenti significativi per l’espansione di alcuni marchi che il Gruppo ritiene globalmente riconosciuti in nuovi mercati. Di strategie fanno parte l’obiettivo di estensione del marchio Jeep in Asia e America Latina e la reintroduzione del marchio Alfa Romeo in Nord America. Queste attività richiederanno importanti investimenti in strutture produttive ed in reti di distribuzione in questi mercati. Se il Gruppo non fosse in grado di lanciare prodotti che incontrino i gusti dei consumatori in questi mercati e di realizzare le proprie strategie di espansione dei marchi, potrebbe non essere in grado di ottenere un sufficiente ritorno a fronte degli investimenti effettuati e ciò potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

6. L’attuale rating di Fiat è inferiore all’investment grade e un’ulteriore diminuzione potrebbe influire significativamente sulle possibilità di finanziamento e sulle prospettive

La possibilità di accesso del Gruppo al mercato dei capitali, il finanziamento e i costi ad esso connessi dipendono, tra l’altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo. A seguito delle riduzioni operate dalle principali agenzie di rating, l’attuale rating di Fiat è inferiore all’Investment Grade.

Le agenzie di rating rivedono questi giudizi regolarmente e, di conseguenza, non si può escludere l’assegnazione a Fiat di nuovi rating nel corso del 2014. Non è attualmente possibile prevedere la tempistica o l’esito di tali processi di revisione. Ogni riduzione del merito di credito potrebbe potenzialmente limitare la possibilità per il Gruppo di accedere al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti significativi effetti negativi sulle prospettive di business, sui risultati economici e sulla situazione finanziaria del Gruppo.

In aggiunta, le agenzie di rating rivedono e assegnano il rating a Chrysler separatamente quale società a se stante ed è possibile che il merito di credito di Fiat possa non beneficiare di un eventuale miglioramento del merito di credito di Chrysler o che un peggioramento del merito di credito di Chrysler possa comportare una revisione sfavorevole del rating di Fiat.

7. Il Gruppo potrebbe non essere in grado di realizzare i benefici attesi da acquisizioni e alleanze strategiche con conseguenze negative sui risultati delle sue attività

Il Gruppo potrebbe impegnarsi in acquisizioni, costituire, rafforzare o sciogliere alleanze strategiche che potrebbero comportare rischi e potrebbero impedire al Gruppo di conseguire i benefici attesi o gli obiettivi perseguiti con tali operazioni. Questi rischi potrebbero includere:

  • la mancata realizzazione, secondo le attese, di sinergie tecnologiche e di prodotto, economie di scala e riduzioni di costi;
  • passività inattese;
  • incompatibilità di processi e sistemi;
  • cambiamenti inattesi di leggi o regolamenti;
  • difficoltà nel trattenere risorse umane chiave;
  • difficoltà nel reperimento di alcuni prodotti;
  • aumento del costo dei finanziamenti e difficoltà di copertura dei costi;
  • significativi costi connessi allo scioglimento o alla modifica delle alleanze; e
  • problemi nel trattenere i clienti e nell’integrazione delle attività, dei servizi, del personale e del parco clienti.

Qualora dovessero insorgere problemi e difficoltà tra i partner in una o più alleanze strategiche per motivi manageriali, finanziari o altre ragioni, o se tali alleanze o altre collaborazioni dovessero terminare, le linee di prodotto, le attività, la situazione finanziaria e i risultati del Gruppo potrebbero risentirne negativamente.

8. Il Gruppo potrebbe non conseguire i benefici attesi dall’integrazione con Chrysler

L’acquisizione del 100% della partecipazione in Chrysler e la relativa integrazione dei due business ha lo scopo di fornire al Gruppo i benefici di una collaborazione a lungo termine, tra i quali la concessione di piattaforme comuni, motori e cambi per nuovi veicoli da condividere attraverso maggiori volumi, efficienze sugli acquisti, servizi e opportunità distributive globali, ed in particolare l’estensione dei marchi nei nuovi mercati. L’integrazione ha anche lo scopo di facilitare la penetrazione dei marchi chiave su diversi mercati internazionali dove il Gruppo ritiene che i prodotti potrebbero essere attraenti per i consumatori, ma dove attualmente non hanno una presenza significativa.

La capacità di realizzare i benefici dell’integrazione è critica per il Gruppo al fine di competere con gli altri costruttori di auto. Se il Gruppo non sarà in grado di trasformare le opportunità offerte dall’integrazione in benefici commerciali di lungo termine, sia incrementando le vendite di veicoli e ricambi sia riducendo i costi o in entrambi i modi, la situazione finanziaria del Gruppo e la sua redditività ne potrebbero risentire significativamente.

Di conseguenza, qualunque sviluppo sfavorevole di Chrysler o Fiat, o il fatto che il Gruppo non riesca a conseguire i benefici attesi dal relativo processo di integrazione potrebbe avere un significativo effetto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, sulla sua situazione finanziaria e i suoi risultati.

9. Le attività del Gruppo potrebbero essere influenzate da varie tipologie di richieste di terzi, controversie giudiziarie e obbligazioni potenziali

Il Gruppo è parte di numerosi contenziosi e controversie giudiziarie, in materia di responsabilità, garanzia e prestazioni prodotto, amianto, danni a persone, aspetti ambientali, inchieste amministrative e altri procedimenti che sorgono nell’ambito della normale gestione delle sue attività.

Il Gruppo stima le passività potenziali che potrebbero derivarne e, dove appropriato, contabilizza dei fondi rischi per far fronte a tali passività. L’esito finale dei contenziosi pendenti verso il Gruppo è incerto e, nonostante non ci si attenda che tali contenziosi abbiano, se considerati singolarmente, un significativo impatto negativo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo, essi potrebbero viceversa averlo nel loro insieme. Inoltre, il Gruppo potrebbe in futuro essere soggetto a decisioni giudiziarie o concludere transazioni che potrebbero avere un significativo impatto negativo sui risultati delle attività in un particolare periodo. In aggiunta, mentre il Gruppo mantiene coperture assicurative riguardo a talune tipologie di richieste, in futuro potrebbe non essere in grado di ottenerle del tutto o a condizioni accettabili e tali coperture potrebbero non risultare adeguate rispetto alle richieste.

10. Il Gruppo potrebbe essere esposto ai deficit dei piani pensionistici di Chrysler

I piani a benefici definiti di Chrysler non sono, ad oggi, interamente finanziati e gli obblighi di finanziamento ad essi connessi potrebbero aumentare in maniera significativa qualora i rendimenti degli investimenti non fossero sufficienti a compensare le obbligazioni dei versamenti. Tali obblighi di finanziamento potrebbero aumentare a causa di rendimenti delle attività poste a servizio dei piani inferiori alle attese a causa della debolezza dei mercati o di particolari decisioni di investimento, al livello dei tassi di interesse utilizzati per determinare le coperture necessarie, ai cambiamenti nell’entità dei benefici previsti dai piani e ad ogni modifica della normativa che regola i livelli di copertura. I piani a benefici definiti di Chrysler attualmente detengono significativi investimenti in partecipazioni e titoli a reddito fisso, così come investimenti in strumenti finanziari meno liquidi quali partecipazioni in aziende non quotate, fondi immobiliari e altri fondi di investimento. A causa della complessità e del peso di taluni investimenti, possono sorgere ulteriori rischi, tra cui significative modifiche delle politiche di investimento, insufficienti disponibilità del mercato nel portare a compimento determinate strategie di investimento e un'intrinseca divergenza di obiettivi tra la capacità di gestire il rischio nel breve termine e la capacità di ribilanciare velocemente gli investimenti poco liquidi e di lungo termine.

Al fine di determinare il livello appropriato di copertura finanziaria e di contribuzione ai propri piani a benefici definiti, nonché le connesse strategie di investimento, Chrysler deve basarsi su una serie di assunzioni ed ipotesi, tra cui quelle relative al rendimento atteso degli investimenti gestiti e il tasso di sconto utilizzato al fine di determinare le passività relative agli stessi piani pensionistici. L’aumento dei tassi di interesse avrebbe come effetto, in linea di principio, la riduzione del valore dei titoli a tasso fisso e del valore attuale delle contribuzioni. Al contrario, una diminuzione dei tassi di interesse avrebbe come effetto, sempre in linea di principio, un aumento del valore dei titoli a tasso fisso e del valore attuale delle contribuzioni.

Qualunque riduzione del rendimento degli investimenti o del valore delle attività al servizio dei piani o incremento del valore attuale delle passività, potrebbe comportare, per Chrysler, un incremento dei costi pensionistici e dei contributi e tale circostanza potrebbe avere effetti negativi sulla situazione finanziaria e sui risultati economici di Chrysler. Qualora Chrysler fosse inadempiente agli obblighi contributivi minimi, questo potrebbe essere portato all’attenzione del Pension Benefit Guaranty Corporation(1) e, inoltre, Chrysler potrebbe essere soggetta a interessi moratori ed altri oneri sulla base dell’ammontare del mancato versamento.

In considerazione del fatto che Fiat detiene ora una partecipazione superiore all’80% del capitale di Chrysler, Fiat potrebbe essere soggetta a taluni adempimenti ai sensi delle norme applicabili vigenti negli Stati Uniti. Sulla base di tali norme, in particolare, Fiat potrebbe essere ritenuta responsabile in via sussidiaria rispetto a Chrysler per il mancato adempimento delle obbligazioni derivanti dai piani pensionistici nel caso in cui Chrysler dovesse risultare insolvente.

(1) Il Pension Benefit Guaranty Corporation (PBGC) è un’agenzia indipendente del governo degli Stati Uniti creata nell’ambito dell’ Employee Retirement Income Security Act del 1974 (ERISA) al fine di favorire la continuazione ed il mantenimento dei piani volontari a benefici definiti del settore privato.

11. Il Gruppo potrebbe non essere in grado di garantire un’adeguata possibilità di finanziamento a supporto della rete di vendita e della clientela

I concessionari del Gruppo partecipano ad accordi quadro di finanziamento per l’acquisto di veicoli da detenere in stock, mentre i clienti finali utilizzano diversi programmi di credito al consumo e di leasing per l’acquisto dei veicoli.

A differenza di molti suoi concorrenti, il Gruppo non possiede e non opera attraverso proprie società finanziarie dedicate solamente a tale attività. Al contrario si avvale di partner specializzati nella fornitura di servizi finanziari, attraverso joint venture o accordi commerciali. L’assenza di una società finanziaria captive del Gruppo potrebbe accrescere il rischio che i concessionari ed i clienti finali non abbiano la possibilità di accedere ad un livello sufficiente di finanziamenti a condizioni accettabili in linea con quelle di mercato: ciò potrebbe, in futuro, incidere negativamente sul volume delle vendite di autoveicoli del Gruppo. Inoltre, molti concorrenti del Gruppo gestiscono e controllano le proprie società di servizi finanziari captive, di conseguenza, tali concorrenti potrebbero essere maggiormente in grado di implementare programmi di finanziamento ideati principalmente per massimizzare le vendite di veicoli in modo tale da ottimizzare, su base aggregata, la loro stessa profittabilità e quella delle relative società finanziarie captive. In considerazione del fatto che la capacità del Gruppo di competere dipende dalla possibilità di accesso ad adeguate fonti di finanziamento per i concessionari e i clienti finali, la mancanza di una società finanziaria captive potrebbe influenzare negativamente il risultato delle sue attività.

Inoltre, qualunque fornitore indipendente di servizi finanziari potrebbe dover destinare i suoi mezzi verso altri impieghi, inclusa la necessità o la volontà di soddisfare le richieste di finanziamento di clienti e dealer dei concorrenti del Gruppo, come anche possibilità di investimento alternative della liquidità disponibile. Tra l’altro le società di servizi finanziari possono essere inoltre soggette a modifiche dei regolamenti che possono comportare un incremento dei loro costi, per cui potrebbero non essere in grado di fornire prodotti finanziari competitivi ai clienti finali e alla rete di vendita del Gruppo.

In aggiunta, se i tassi di interesse per i consumatori dovessero crescere sostanzialmente o i fornitori di servizi finanziari dovessero restringere gli standard di concessione del credito o ridurre i finanziamenti a certe classi di credito, i clienti potrebbero non essere in grado di ottenere un finanziamento per l’acquisto o per la stipula di un contratto di leasing per i veicoli del Gruppo.

Nel momento in cui le società di servizi finanziari non fossero in grado, o non fossero disponibili, a fornire sufficienti finanziamenti a tassi competitivi a clienti e rete di vendita del Gruppo, questi potrebbero trovarsi nell’impossibilità di ottenere finanziamenti per l’acquisto o per la stipula di contratti di leasing per i veicoli del Gruppo. Di conseguenza le vendite e le quote di mercato del Gruppo potrebbero risentirne, con effetti negativi sulla situazione finanziaria e sui risultati delle attività del Gruppo.

12. Le vendite di veicoli sono fortemente influenzate da tassi d’interesse accessibili sui finanziamenti

In diversi Paesi, i tassi d’interesse sui finanziamenti per l’acquisto di veicoli nuovi sono, da diversi anni, a livelli relativamente bassi anche per effetto di politiche monetarie espansive. I rialzi nei tassi d’interesse generalmente si riflettono in aumenti nei tassi di mercato per il finanziamento di nuovi veicoli, il che potrebbe rendere le vetture del Gruppo meno accessibili o indirizzare gli acquisti verso veicoli meno costosi, con conseguenti impatti negativi sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Inoltre, poiché i clienti del Gruppo potrebbero essere relativamente più sensibili ad eventuali variazioni nella disponibilità ed adeguatezza dei finanziamenti e alle condizioni macroeconomiche, eventuali variazioni delle condizioni di finanziamento potrebbero influenzare le vendite di veicoli del Gruppo in misura relativamente maggiore rispetto a quelle dei concorrenti.  

13. Limitazioni alle disponibilità liquide e all’accesso ai finanziamenti potrebbero ridurre la possibilità di esecuzione del business plan del Gruppo, i relativi sviluppi dell’attività, il miglioramento della situazione finanziaria e dei risultati economici

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l’altro, dalla sua capacità di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti finanziari in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi generati dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari e l’eventuale ricorso al mercato dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Per quanto il Gruppo abbia posto in essere misure volte ad assicurare che siano mantenuti livelli adeguati di capitale circolante e di liquidità, eventuali contrazioni nei volumi di vendita potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe pertanto trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e rifinanziamenti del debito esistente, anche in presenza di condizioni di mercato non favorevoli, con una generale riduzione delle fonti di finanziamento disponibili e costi più elevati. Qualunque limite alle disponibilità liquide del Gruppo per effetto della diminuzione delle vendite di veicoli, l’ammontare o le limitazioni imposte al debito esistente, le condizioni del mercato del credito, la situazione economica generale, potrebbero influenzare negativamente la capacità del gruppo di realizzare il suo business plan ed indebolire la sua situazione finanziaria e i risultati economici. In aggiunta, qualunque limitazione attuale o percepita delle disponibilità liquide del Gruppo, potrebbe limitare la capacità o la disponibilità delle controparti, inclusi i dealer, i clienti, i fornitori e le società di servizi finanziari, di svolgere attività con il Gruppo: ciò potrebbe influenzare negativamente la situazione finanziaria ed i risultati economici del Gruppo.

14. La capacità del Gruppo di ridurre i costi e realizzare efficienze produttive è cruciale per mantenere competitività e redditività nel lungo termine

Il Gruppo continua ad attuare una serie di iniziative di riduzione dei costi e di miglioramento della produttività delle attività automobilistiche, ad esempio, aumentando il numero di veicoli basati su piattaforme comuni, riducendo la dipendenza da incentivi di vendita offerti ai rivenditori e consumatori, sfruttando la capacità e i volumi di acquisti di Fiat e Chrysler e implementando i principi del World Class Manufacturing (WCM). Il successo futuro del Gruppo dipende dalla capacità di attuare queste iniziative con successo nell’ambito di tutte le attività. Inoltre, mentre alcuni dei miglioramenti di produttività sono sotto il suo controllo, altri dipendono da fattori esterni, come i prezzi delle materie prime, limitazioni delle forniture o regolamentazioni del commercio. Questi fattori esterni possono rendere più difficoltosa la riduzione dei costi così come pianificata, il che comporterebbe per il Gruppo costi di produzione più elevati, con effetto negativo sulle attività e sui risultati operativi. Inoltre, la riduzione dei costi è resa difficile dalla necessità di introdurre prodotti nuovi e migliori al fine di soddisfare le attese dei clienti.

15. Le campagne di richiamo dei veicoli potrebbero determinare costi diretti e flessioni delle vendite con possibili conseguenze negative sulle attività del Gruppo

Nel corso degli anni è stato richiesto al Gruppo di richiamare veicoli venduti per motivi di prestazioni o rispetto delle normative di sicurezza. I costi dei richiami includono tipicamente il costo del nuovo particolare da sostituire e la mano d’opera necessaria per la rimozione e sostituzione delle parti difettose; dipendono, inoltre, dalla natura del difetto e dal numero di veicoli soggetti al richiamo. Le campagne di richiamo possono danneggiare la reputazione del Gruppo e possono indurre i clienti a mettere in discussione l’affidabilità e la qualità degli stessi. Qualunque costo sostenuto, o minori vendite, per effetto delle campagne di richiamo sui prodotti potrebbe influenzare negativamente la situazione finanziaria ed i risultati economici del Gruppo. Inoltre, se il Gruppo dovesse ricevere contestazioni da parte dei clienti, o ricevesse informazioni da enti che valutano i veicoli sul mercato che mettessero in dubbio la sicurezza o l'affidabilità di uno dei suoi prodotti e non dovesse attivare una campagna di richiamo, o non lo facesse in tempo utile, la reputazione e le vendite dei veicoli del Gruppo potrebbero risentirne negativamente.

16. Eventuali carenze nel mantenere adeguati processi e controlli amministrativo-contabili e gestionali potrebbero comportare errori nell’informativa finanziaria, il che potrebbe danneggiare la reputazione del Gruppo

Il Gruppo rileva e valuta costantemente i cambiamenti nel proprio sistema di controllo interno sul reporting finanziario. Con l’obiettivo di implementare sistemi comuni a livello globale, il Gruppo sta estendendo i propri sistemi in ambito finanziario, di approvvigionamento e gestione degli investimenti alle nuove aree di attività. Nello sviluppo dei nuovi sistemi il Gruppo è impegnato in un processo di costante adeguamento della progettazione e documentazione dei processi e delle procedure di controllo interno al fine di semplificare e automatizzare alcuni dei processi e delle procedure esistenti. Il management ritiene che la realizzazione di tali sistemi migliorerà e potenzierà nel continuo il sistema di controllo interno sul reporting finanziario. Eventuali carenze nel mantenere adeguati processi e controlli amministrativo-contabili e gestionali potrebbero comportare errori nell’informativa finanziaria del Gruppo.

17. Il Gruppo è soggetto ai rischi connessi a operare sui mercati internazionali e all’esposizione a condizioni locali mutevoli

Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l’operare su scala globale, inclusi quelli relativi:

  • all’esposizione a condizioni economiche e politiche locali;
  • all’attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni;
  • alla sottoposizione a molteplici regimi fiscali, in particolare in tema di transfer pricing e di applicazione di ritenute o altre imposte su rimesse e altri pagamenti a favore di, o da parte di, società controllate;
  • all’introduzione di politiche limitative o restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonché politiche di controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali. In particolare, l’attuale legislazione limita la possibilità del Gruppo di avere accesso e trasferire liquidità al di fuori del Venezuela in relazione ai fabbisogni di altre aree ed inoltre rende il Gruppo soggetto ad un maggiore rischio di svalutazione o ad altre perdite su cambi. Nel dicembre 2010 e nel febbraio 2013 il Governo venezuelano ha annunciato svalutazioni nel rapporto di cambio ufficiale tra Bolivar venezuelano e dollaro americano (VEF-USD) che hanno comportato delle svalutazioni nei valori del Gruppo espressi in VEF; e/o
  • all’introduzione di leggi o regolamenti più restrittivi.

Il verificarsi di sviluppi sfavorevoli in merito a tali aspetti (che potrebbero anche essere differenti in funzione dei paesi in cui il Gruppo opera) potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

18. Rischi connessi alla presenza del Gruppo nei paesi emergenti

Il Gruppo opera in diversi paesi emergenti, sia direttamente (come in Brasile e Argentina), sia tramite joint venture ed altri accordi di cooperazione (come in Turchia, India, Cina e Russia). L’esposizione del Gruppo all’andamento dei mercati emergenti è aumentata negli anni recenti, come anche il numero e l’importanza delle joint venture e degli accordi di cooperazione. In Brasile in anni recenti il Gruppo è stato il leader di mercato e tale Paese ha contribuito in misura significativa ai risultati del Gruppo in termini di ricavi e reddittività. Gli sviluppi del contesto politico- economico in Brasile e negli altri mercati emergenti, ivi incluse eventuali situazioni di crisi o instabilità, hanno inciso e potrebbero avere in futuro un sostanziale impatto negativo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici Gruppo.

Il Gruppo continua inoltre ad aumentare la propria presenza in Cina e India attraverso una serie accordi di partnership. Nel 2013, il Gruppo ha siglato un accordo di joint venture con Guangzhou Automobile Group Co., Ltd (Gruppo GAC) per la produzione di motori e autovetture destinati al mercato locale e per la distribuzione in esclusiva di veicoli a marchio Fiat in Cina. Il Gruppo ha anche in essere un accordo di joint venture con TATA Motors per la produzione in India di vetture del segmento C, di motori e cambi. Mantenere e rafforzare la propria posizione in questi mercati emergenti è un elemento essenziale nella strategia di crescita globale del Gruppo. Tuttavia, la presenza di molti dei più grandi costruttori mondiali e di numerosi produttori locali rende il mercato automobilistico molto competitivo sia in Cina che in India. Il Gruppo si attende che, con la continua crescita di tali mercati, nuovi concorrenti globali e anche locali vi faranno il loro ingresso con conseguente adozione di misure aggressive da parte dei produttori già presenti al fine di proteggere o incrementare le loro quote di mercato. L’accresciuta concorrenza potrebbe comportare tensioni sui prezzi con conseguenti riduzioni dei margini e difficoltà per il Gruppo nell’acquisire o mantenere la propria quota di mercato.

19.    Leggi, regolamenti e politiche governative, incluse quelle in materia di riduzione dei consumi di carburante e di emissioni dei gas serra (GHG) potrebbero avere impatti significativi sulle modalità con cui il gruppo gestisce il business e riflettersi in modo rilevante sui risultati

Al fine di ottemperare alle normative in materia di riduzione dei consumi e rispettare gli standard sulle emissioni, il Gruppo impiega ingenti risorse finanziarie e manageriali e dedica particolare attenzione alla progettazione e allo sviluppo di prodotti conformi a tali normative. Il Gruppo prevede un aumento significativo della quantità e della portata di tali normative e leggi e conseguentemente dei costi per l’adeguamento dei suoi prodotti che potrebbero essere difficili da recuperare con i prezzi di vendita dei veicoli, nonché limitazioni relative al tipo di veicoli del Gruppo venduti e relativi mercati di commercializzazione. Questi fattori potrebbero avere un impatto sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

Iniziative governative dirette a stimolare la domanda per i prodotti di riferimento del Gruppo, sotto forma di cambiamenti nei regimi fiscali o di concessione di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale che quantitativo, i ricavi del Gruppo. Tali interventi governativi non sono prevedibili (né in termini di dimensioni, né di durata) e sono fuori dal controllo del Gruppo. Ogni cambiamento sfavorevole nell’indirizzo degli interventi governativi potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

20. Leggi e contratti collettivi di lavoro potrebbero influire sulla capacità del Gruppo di aumentare l’efficienza delle proprie attività

Quasi tutti i dipendenti del Gruppo sono rappresentati sindacalmente, sono soggetti a contratti collettivi di lavoro e/o protetti dalle normative in vigore in campo giuslavoristico che possono limitare le possibilità del Gruppo di riorganizzare rapidamente le attività e ridurre i costi in risposta a cambiamenti nelle condizioni di mercato. Queste ed altre normative potrebbero impedire operazioni di ristrutturazione che permetterebbero al Gruppo di competere con più efficacia, specialmente con quei costruttori i cui dipendenti non sono rappresentati sindacalmente o operano in contesti normativi meno stringenti.

21. Gli investimenti richiesti per sviluppare e commercializzare veicoli che adottino nuove tecnologie sostenibili per il futuro sono significativi, così come lo sono gli ostacoli che limitano ancora il potenziale di diffusione sul mercato di massa di tali veicoli

La strategia di prodotto del Gruppo si fonda su un approccio alla mobilità sostenibile volto a ridurre l’impatto ambientale dei veicoli in tutto il loro ciclo di vita. Il Gruppo intende continuare ad investire nello sviluppo di nuove tecnologie sostenibili aumentando l’uso di combustibili alternativi, come ad esempio il metano, e continuando ad offrire una gamma completa di vetture e veicoli commerciali leggeri a doppia alimentazione. Inoltre, intende continuare a sviluppare sistemi di propulsione alternativa, in particolare per veicoli utilizzati in contesti prevalentemente urbani (come ad esempio la Fiat 500e a zero emissioni). 

In molti casi esistono barriere tecnologiche e di costo che rendono i veicoli a metano ed in particolare i veicoli elettrici poco accessibili al mercato di massa. In altri casi, le tecnologie che il Gruppo intende adottare non sono ancora attuabili da un punto di vista commerciale e dipendono da sviluppi tecnologici significativi da parte dei fornitori e del Gruppo stesso. Non vi sono garanzie che tali sviluppi siano attuabili in tempi utili, né che le risorse destinate a tale scopo siano adeguate o che il Gruppo sia in grado di dimostrare il proprio diritto all’utilizzo di tali tecnologie. Inoltre, anche i concorrenti del Gruppo e altri operatori stanno sviluppando tecnologie simili o alternative e non vi sono certezze che il Gruppo sia in grado di acquisire tecnologie simili o di livello superiore prima di essi o in modo esclusivo o a condizioni economiche vantaggiose.

22. Il Gruppo dipende dai rapporti con i propri fornitori

Il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e dipende dai servizi e dai prodotti fornitigli da altre aziende esterne al Gruppo. Una stretta collaborazione tra il costruttore e i propri fornitori è usuale nell’industria automobilistica e, se da un lato può portare benefici economici in termini di riduzione dei costi, dall’altro fa sì che il Gruppo dipenda da detti fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà dei fornitori (siano esse originate da fattori esogeni o endogeni), anche di natura finanziaria, possano ripercuotersi in maniera significativamente negativa sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

23. Rischi associati all’aumento dei costi, interruzione delle forniture o carenze di materie prime

Il Gruppo utilizza per le sue produzioni diverse materie prime incluso l’acciaio, l’alluminio, il piombo, le resine, il rame e metalli preziosi come platino, palladio, rodio oltre che l’energia. I prezzi di queste materie prime fluttuano e, a volte, in periodi recenti, sono cresciuti significativamente per effetto del cambiamento delle condizioni di mercato. Il Gruppo si propone di gestire la propria esposizione a tali fluttuazioni, ma potrebbe non essere in grado di limitare la propria esposizione a questi rischi. Incrementi rilevanti dei prezzi delle materie prime potrebbero comportare un incremento dei costi operativi del Gruppo e ridurne la profittabilità se non fosse possibile ribaltare l’incremento dei costi sui prezzi di vendita dei veicoli. In aggiunta alcune materie prime sono fornite da un limitato numero di fornitori concentrati in pochi paesi. Il Gruppo non può garantire che sarà in grado di mantenere gli accordi con quei fornitori che garantiscono l’accesso a tali materie prime, e in alcuni casi la disponibilità di tali materie prime può essere limitata da fattori che non sono sotto il controllo del Gruppo e dei suoi fornitori. Ad esempio, qualunque evento naturale o disordini civili, possono avere effetti importanti e imprevedibili sul prezzo di talune materie prime.

Come per le materie prime, il Gruppo è soggetto al rischio di difficoltà di approvvigionamento o interruzione nelle forniture di parti e componenti per i suoi veicoli per molte ragioni tra cui difficoltà di accesso ai mercati del credito o altre difficoltà in ambito finanziario, disastri naturali o generati dall’uomo o difficoltà produttive. Il Gruppo continuerà a lavorare con i propri fornitori per monitorare potenziali interruzioni di approvvigionamento e mitigare gli effetti che eventuali interruzioni di forniture potrebbero avere sui propri volumi produttivi e ricavi. Non è tuttavia possibile garantire che tali eventi non abbiano effetti negativi sulla produzione in futuro, ed eventuali impatti potrebbero essere significativi.

Qualunque interruzione nelle forniture o incremento del costo delle materie prime, parti e componenti, potrebbe influenzare negativamente e in misura significativa le possibilità del Gruppo di raggiungere i propri obiettivi di vendita e redditività. Interruzioni prolungate nelle forniture di materie prime, ricambi, componenti e sistemi possono avere effetti significativi sulla produzione di veicoli, sugli obiettivi di vendita e sulla redditività. Incrementi dei costi che non possono essere recuperati sui prezzi di vendita dei veicoli, o compensati con aumenti della produttività, potrebbero avere un impatto significativo sui risultati.

24. Il Gruppo è soggetto a rischi connessi alla fluttuazione dei tassi di cambio e d’interesse, rischio di credito e altri rischi di mercato

Il Gruppo opera su più mercati a livello mondiale ed è esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alla diversa localizzazione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi di cassa dall’attività di vendita denominati in valute diverse da quelle in cui sono denominati i flussi relativi agli acquisti e alle attività di produzione.

Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie attività industriali e di finanziamento della clientela finale e della rete di vendita. Peraltro, la liquidità delle Attività Industriali è essenzialmente impiegata in strumenti finanziari a breve o a tasso variabile. Le società di Servizi Finanziari normalmente perseguono una politica di “matching”, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazioni dei tassi di interesse sugli attivi finanziati e sui debiti. Ciononostante, variazioni nei livelli dei tassi d’interesse possono comportare conseguenze nei ricavi, nel costo dei finanziamenti o nei margini.

Il Gruppo cerca di fare fronte ai rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso strumenti finanziari di copertura. Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un significativo impatto negativo sulla situazione finanziaria e sui risultati economici del Gruppo.

Le Attività di Servizi Finanziari del Gruppo comportano anche rischi relativi all’insolvenza dei concessionari e dei clienti finali ed alle difficoltà delle economie in cui queste attività vengono svolte. Nonostante gli sforzi del Gruppo di minimizzare tali rischi attraverso politiche di selezione del merito di credito dei suoi clienti finali e concessionari, non vi è ragionevole certezza che il Gruppo riesca a minimizzare con successo tali rischi, con particolare riferimento al mutamento generale delle condizioni economiche.

25. Il successo del Gruppo dipende in larga misura dalla capacità del management di operare con efficacia

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall’abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di gestire efficacemente il Gruppo e le singole aree del business. La perdita di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre, trattenere e incentivare risorse nuove e qualificate, potrebbe pertanto avere effetti negativi significativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui risultati economici e sulla sua situazione finanziaria.

26. Il Gruppo ha un elevato livello di indebitamento che potrebbe limitare sia la possibilità di ottenere ulteriori finanziamenti sia la flessibilità finanziaria e operativa

Il livello di indebitamento del Gruppo potrebbe avere importanti conseguenze sulle attività e sui risultati economico/finanziari, ed in particolare:

  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di garantire fonti di finanziamento addizionali per il capitale di funzionamento, gli investimenti, il rimborso del debito o il raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  • il Gruppo potrebbe avere necessità di utilizzare parte dei propri flussi di cassa derivanti dalla gestione operativa per ripagare il capitale e gli interessi sul debito, il che potrebbe ridurre l’ammontare delle risorse finanziarie a disposizione del Gruppo per altri scopi;
  • il Gruppo potrebbe avere un indebitamento maggiore rispetto ad alcuni concorrenti, il che potrebbe porlo in uno svantaggio competitivo; e
  • il Gruppo potrebbe non essere in grado di adeguarsi rapidamente al mutare delle condizioni di mercato, il che potrebbe renderlo più vulnerabile in caso di peggioramento delle condizioni economiche generali o dei suoi business.

Tali rischi possono essere accentuati dalla volatilità dei mercati finanziari, e in particolare di quelli ove si registrano difficoltà sulle finanze e sulla solvibilità di molti governi ed istituzioni finanziarie, soprattutto nell’Eurozona.

Tra i benefici attesi dalla riorganizzazione societaria annunciata a gennaio 2014, vi è, nel tempo, l’aspettativa di una riduzione dei costi di finanziamento, grazie al miglioramento del posizionamento del Gruppo nel mercato dei capitali. Tuttavia, talune delle circostanze e dei rischi qui descritti potrebbero ritardare o ridurre il contenimento dei costi derivante dalle future strutture di finanziamento e il risparmio previsto potrebbe non realizzarsi in pieno o del tutto.

Anche dopo l’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat, Chrysler continua a restare separata sotto il profilo della gestione finanziaria, incluso il reperimento di fondi sul mercato e la gestione della liquidità. Inoltre, Fiat non ha assunto alcuna garanzia, impegno o obbligazione similare in relazione a qualsivoglia obbligazione finanziaria di Chrysler, né ha assunto alcun tipo di obbligo o impegno a finanziare Chrysler in futuro.

Inoltre, taluni prestiti obbligazionari emessi da Fiat prevedono, peraltro, termini la cui osservanza potrebbe essere condizionata da eventi legati a Chrysler. In particolare tali obbligazioni contengono clausole di cross-default che potrebbero comportare l’obbligo di un rimborso anticipato da parte dell’emittente qualora una “material subsidiary” (ossia una società controllata rilevante) non pagasse taluni debiti alla scadenza ovvero fosse altrimenti soggetta ad un obbligo di rimborso anticipato di tali prestiti. Chrysler Group LLC è qualificata come “material subsidiary” e talune delle sue controllate possono divenire “material subsidiary” di Fiat ai sensi dei suddetti prestiti obbligazionari. In conseguenza di ciò, la clausola di cross-default potrebbe comportare un obbligo di rimborso anticipato dei prestiti obbligazionari nel caso in cui i debiti di Chrysler fossero soggetti a richieste di rimborso anticipato o non fossero pagati a scadenza. Non vi può essere certezza che non sorga per Chrysler un obbligo di rimborso anticipato dei suoi debiti o che Chrysler sia in grado di pagarli alla scadenza.

Inoltre, una delle attuali linee di credito revolving di Fiat, con scadenza a luglio 2016, pone alcuni limiti alla possibiltà di Fiat di fornire supporto finanziario a Chrysler.

27. I covenant restrittivi nei contratti di finanziamento del Gruppo potrebbero limitarne la flessibilità finanziaria e operativa

Alcuni contratti di finanziamento o altri accordi relativi all’indebitamento del Gruppo o di società del Gruppo contengono taluni covenant che limitano la capacità delle società facenti parte del Gruppo, tra l’altro di:

  • contrarre ulteriori debiti;
  • effettuare alcuni investimenti;
  • concludere alcuni tipi di operazioni con società collegate;
  • vendere alcuni beni o fondersi con o in altre società;
  • usare i propri beni come garanzia in altre operazioni; e
  • concludere operazioni di vendita con patto di riacquisto.

28. Rischi connessi alle limitazioni esistenti a carico di Chrysler in relazione agli strumenti di debito

Chrysler è parte di un contratto di finanziamento comprendente linee di credito senior garantite ed ha, inoltre, emesso due serie di obbligazioni garantite. Tali strumenti di debito prevedono specifici covenant che pongono a carico di Chrysler limitazioni in tema di distribuzione dei dividendi, acquisto o restituzione del capitale, pagamento anticipato di debiti, costituzione di garanzie sui propri cespiti, assunzione o garanzia di ulteriore indebitamento, assunzione di vincoli, trasferimento e cessione di cespiti o realizzazione di talune operazioni straordinarie, compimento di certe operazioni con società cosiddette affiliates e svolgimento di altre attività.

In particolare, nel mese di gennaio 2014 Chrysler ha effettuato il pagamento di un’erogazione ai propri soci per un importo pari a 1,9 miliardi di dollari USA. Con alcune eccezioni, ulteriori erogazioni saranno limitate al 50 per cento dell’utile netto consolidato di Chrysler (come definito negli accordi) per il periodo da gennaio 2012 fino alla fine del trimestre più recente, al netto dell’ammontare della distribuzione effettuata a gennaio 2014.

Il rispetto dei suddetti covenant limitativi potrebbe avere un impatto negativo sull’attività del Gruppo, riducendo la sua capacità di fare ricorso a finanziamenti, ovvero di realizzare fusioni, acquisizioni, joint venture o di altre opportunità strategiche. Inoltre, i contratti di finanziamento garantito prevedono, e futuri debiti potrebbero prevedere, ulteriori e più restrittivi covenant, così come la restrizione per Chrysler a rimborsare in via anticipata taluni finanziamenti. Il contratto di finanziamento garantito, inoltre, impone a Chrysler di mantenere una copertura minima di garanzie e di rispettare un parametro di liquidità. Un’eventuale violazione dei suddetti covenant o limitazioni potrebbe causare il default del finanziamento in questione e di altri finanziamenti di Chrysler, con possibili effetti di cross-default ai sensi di questi ultimi contratti.

Nel caso in cui Chrysler non fosse in grado di rispettare gli impegni a proprio carico, potrebbero sorgere obblighi di rimborso del suo indebitamento corrente ovvero i creditori potrebbero attivare garanzie costituite sui cespiti di Chrysler. In tal caso, Chrysler potrebbe non riuscire a rimborsare il debito e non sarebbe verosimilmente in grado di aver accesso ad ulteriori e sufficienti finanziamenti. Anche se tale accesso fosse possibile, le relative condizioni potrebbero risultare non accettabili.

Inoltre, si segnala che il rispetto dei covenant potrebbe limitare la capacità di Chrysler di porre in essere azioni giudicate dal management in linea con gli obiettivi di lungo periodo di Chrysler e del Gruppo.

Qualora Chrysler non fosse in grado di intraprendere iniziative strategiche a causa degli impegni descritti, potrebbe determinarsi un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, sui risultati economici e sulla situazione finanziaria.