Gestione sostenibile della catena di fornitura

La definizione di un solido processo fondato su una maggiore tutela dell’ambiente e sul rispetto dei diritti umani non può prescindere dal diretto coinvolgimento di tutti i fornitori, alleati strategici per la realizzazione di vetture tecnologicamente avanzate, che rispondono qualitativamente alle aspettative dei clienti.

Il processo di selezione dei fornitori si basa quindi, su criteri di valutazione oggettivi che garantiscono imparzialità e pari opportunità, mentre una condotta imprenditoriale responsabile in tema di tutela dell’ambiente, rispetto dei diritti umani e etica di business è valutata parimenti alla competitività e alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Group Purchasing, l’organizzazione responsabile per le attività di acquisto del Gruppo in tutto il mondo, gestisce acquisti relativi ai materiali diretti per circa 45 miliardi di euro e può contare su una base fornitori di 2.884 società (fornitori di materiali diretti), con un alto livello di concentrazione: i primi 184 fornitori del Gruppo, generano infatti circa il 57% del fatturato di acquisto totale e sono considerati fornitori strategici.

All’incirca il 69% del fatturato d’acquisto dei materiali diretti è destinato a stabilimenti situati nell’area operativa regionale NAFTA, il 19% a stabilimenti dell’area EMEA e il 12% a stabilimenti dell’area LATAM. Inoltre il 73% dei fornitori di materie prime dirette è ubicato nell’area NAFTA, il 19% nell’area EMEA, il 3% nell’area LATAM e il 5% nell’area APAC (dati riferiti al fatturato di acquisto dei materiali diretti). Dove possibile, il Gruppo impiega fornitori locali allo scopo di creare, direttamente o indirettamente, opportunità di occupazione e generare reddito nelle comunità in cui opera, contenendo l’impatto ambientale legato ai trasporti e allo sfruttamento delle risorse naturali.

Impatti ambientali e sociali dei fornitori

A seguito della nuova procedura in vigore dal 2009, che integra le basi del confronto competitivo per la qualifica e selezione dei fornitori con specifici standard di sostenibilità, sono state progressivamente inserite in tutti i nuovi contratti, clausole che prescrivono ai fornitori di attenersi sia al Codice di Condotta del Gruppo, sia a specifiche Linee Guida di Sostenibilità. Tali clausole (in aggiunta ai Termini e alle Condizioni Generali di Acquisto) sono incluse anche in tutti i nuovi contratti predisposti di volta in volta per i vari progetti.

Per verificare il rispetto degli standard di sostenibilità del Gruppo da parte dei fornitori e, dove necessario, implementare azioni migliorative e di riallineamento, Group Purchasing ha avviato una procedura di monitoraggio che si avvale di due principali strumenti: questionari di autovalutazione sugli standard di sostenibilità e conseguenti audit in loco. I questionari verificano le attività dei fornitori relativamente a diritti umani, pratiche ambientali e di salute e sicurezza, etica e anticorruzione, formazione e crescita dei propri dipendenti. Nel 2013, hanno risposto ai questionari di autovalutazione oltre 1.200 fornitori, che rappresentano circa il 43% del fatturato di acquisito gestito da Group Purchasing nell’anno. In aggiunta, sono stati condotti audit approfonditi, effettuati sia da personale interno sia da ente terzo. Sulla base delle verifiche effettuate, non sono state rilevate situazioni di particolare criticità, non è stata necessaria l’introduzione di uno “stato di attenzione” per alcun fornitore, né si sono verificate sospensioni o revoche di contratto. Tuttavia, in collaborazione con i fornitori coinvolti, per quelle aree ritenute suscettibili di miglioramento sono stati formulati piani d’azione correttivi specifici.

La natura e la portata dei cambiamenti economici in atto, hanno comportato la necessità di andare oltre la semplice adozione di programmi di monitoraggio rigorosi e sistematici, e quindi di implementare modelli di consultazione e cooperazione fondati su processi di comunicazione efficaci e interattivi. Per questo, numerose sono le attività e le iniziative sviluppate negli anni volte a favorire lo scambio di idee e informazioni e a migliorare le competenze e la collaborazione di tutti gli interlocutori coinvolti, come ad esempio manifestazioni locali, forum di discussione appropriati, programmi di formazione.

In materia ambientale, ad esempio, tutti i fornitori sono incoraggiati a sviluppare internamente delle norme o delle linee guida che regolino il loro comportamento e ad adottare un sistema di Gestione Ambientale certificato, ma in linea con l’impegno nel supportare i fornitori e accrescerne la consapevolezza in ambito di cambiamenti climatici, oltre che richiamarne l’attenzione sulla riduzione delle relative emissioni GHG, nel 2013, un numero selezionato di fornitori è stato invitato a partecipare al Carbon Disclosure Project (CDP) Supply Chain, l’iniziativa che su base annua raccoglie dai fornitori che vi partecipano i dati relativi alle iniziative e alle strategie implementate per la lotta al cambiamento climatico e la gestione delle risorse idriche. Di 68 fornitori selezionati, hanno aderito 45, ottenendo un punteggio pari a 68/100 per la trasparenza nella comunicazione e punteggio pari a C per l’impegno dimostrato nell’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica. Dai risultati è infatti emerso che le attività di riduzione delle emissioni implementate dai fornitori che hanno partecipato all’iniziativa, hanno permesso di abbattere ben 39 milioni di tonnellate di CO2. Il Gruppo ha inoltre avviato una serie di consultazioni con alcuni fornitori strategici per monitorare la gestione dell’acqua all’interno della filiera, con l’obiettivo di sviluppare nei prossimi anni una strategia di gestione dei rischi in quelle zone caratterizzate da stress idrico.

Un altro importante aspetto su cui si stanno concentrando gli sforzi a lungo termine del Gruppo, in collaborazione con i propri pari e gli stakeholder, riguarda il rispetto dei diritti umani e delle condizioni di lavoro lungo tutta la filiera. Ciò infatti può essere particolarmente impegnativo e sfidante ai livelli della catena di fornitura successivi al primo (Tier 1), dove si potrebbe presentare il rischio di condizioni di lavoro al di sotto degli standard. Nell’affrontare tale evenienza, ai fornitori di primo livello è richiesto un sistema di gestione della propria catena di fornitura, inoltre nel 2013 un corso di formazione online gratuito sulle condizioni di lavoro responsabili è stato esteso ai fornitori di secondo livello (Tier 2) per un totale di circa cento partecipanti provenienti prevalentemente dalla regione EMEA, allo scopo di sviluppare nuovi approcci e coinvolgere quei fornitori con i quali il Gruppo non ha una relazione contrattuale diretta. Ciò renderà più facile la valutazione dell’impegno complessivo, della conformità e dell’efficacia per assicurare pratiche sostenibili, all'interno della catena di fornitura.