Relazioni industriali e dialogo sociale

Nel corso del 2013, il dialogo e il confronto con le Organizzazioni sindacali e con le rappresentanze dei lavoratori sono proseguiti con l’obiettivo di cercare soluzioni condivise per rispondere alle diverse situazioni di mercato e gestire le conseguenze sui lavoratori delle misure adottate per affrontare la difficile situazione del mercato europeo, che permane particolarmente critica in Italia.

A livello Europeo, l’istituzione di un Comitato Aziendale Europeo (CAE) soddisfa le normative volte a migliorare il diritto all'informazione e alla consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie. Il CAE del Gruppo Fiat è stato costituito nel 1997, in applicazione dell’accordo istitutivo stipulato nel 1996 e successivamente rinnovato con modifiche e integrazioni. A tutt’oggi il Comitato Aziendale Europeo di Fiat S.p.A., così come definito dall’accordo di rinnovo del 28 giugno 2011, non risulta ancora costituito e l’assenza di rappresentanza di quattro Paesi (sui nove aventi diritto) ha finora impedito all’azienda di attivare le procedure di convocazione del CAE perché non compiutamente costituito. Fiat ha rinnovato all’organizzazione sindacale industriAll European Trade Union (la Federazione europea dei sindacati dell’industria metalmeccanica, chimica e tessile) la propria disponibilità ad avviare tali procedure non appena il CAE sarà pienamente costituito, nonché a individuare congiuntamente le soluzioni più idonee per superare eventuali impedimenti alla corretta costituzione.

In Italia, Fiat S.p.A. e le Organizzazioni sindacali FIM-CISL, UILM-UIL, FISMIC, UGL Metalmeccanici e Associazione Quadri e Capi Fiat hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo della parte economica del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro di primo livello (CCSL) valido per il 2013.

L’intesa ha significato particolare in considerazione del profondo stato di crisi economica del Paese e della perdurante crisi di mercato che continua a interessare il settore auto. Azienda e organizzazioni sindacali hanno condiviso un percorso negoziale che ha permesso all’azienda di affrontare la crisi senza denunciare eccedenze ed evidenziare discontinuità, puntando, invece, su nuovi e impegnativi investimenti per il rilancio delle realtà produttive italiane.

Nel 2013 l’Azienda ha proseguito nel rilancio della rete produttiva italiana facendo leva sui marchi “Premium”, riallineando il portafoglio prodotti e riposizionando il business per il futuro.

A gennaio è stato inaugurato lo stabilimento “Avv. Giovanni Agnelli Plant” di Grugliasco (Torino) dove sono prodotte la Maserati Quattroporte e la Maserati Ghibli destinate ai mercati di tutto il mondo. Per i lavori fatti sulla fabbrica e lo sviluppo dei due nuovi modelli, Fiat ha investito, nel complesso, più di un miliardo di euro.

A luglio, il Gruppo ha presentato le attività future dello stabilimento Sevel di Atessa (joint venture paritetica tra Fiat Group Automobiles e PSA-Peugeot Citroën per la produzione di veicoli commerciali leggeri) dove viene attualmente prodotto il Ducato. L’investimento atteso è pari a circa 700 milioni di euro nell’arco di cinque anni.

Nel corso dell’anno è stato avviato l’investimento di oltre un miliardo di euro nello stabilimento SATA di Melfi annunciato a fine 2012 per la produzione della Fiat 500X e di una vettura del marchio Jeep.

Anche nel 2013 l’Amministratore Delegato ha incontrato le Organizzazioni sindacali firmatarie del CCSL per l’illustrazione dei risultati economici semestrali. A settembre si è tenuto un ulteriore incontro durante il quale azienda e organizzazioni sindacali hanno confermato e rinnovato il reciproco comune impegno a sostenere e rafforzare il Contratto, riconosciuto come condizione imprescindibile per l’impegno industriale della Fiat nel Paese. Sulla base di questo reciproco rinnovato impegno, al termine dell’incontro l’Amministratore Delegato ha annunciato il prossimo avvio del piano di investimenti necessario ad assicurare il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento di Mirafiori.

Nel corso dell’anno sono proseguite le verifiche operative da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per l’individuazione di una soluzione per il mantenimento di una presenza industriale presso lo stabilimento di Termini Imerese che, come comunicato da Fiat nel 2009, ha cessato l’attività produttiva a dicembre 2011.

Contrattazione collettiva

La negoziazione collettiva, ai vari livelli, ha consentito di raggiungere accordi sindacali per la definizione delle condizioni salariali e normative nei vari Paesi in cui operano le aziende del Gruppo.

In Italia, Fiat S.p.A. e le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro di primo livello (CCSL) hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo della parte economica del Contratto applicato ai dipendenti del Gruppo in Italia dal 2012. L’intesa prevede un aumento della paga base di 40 euro mensili lordi medi e l’introduzione dell’Incentivo di produttività, erogato mensilmente e riconosciuto individualmente per le ore di effettiva prestazione lavorativa. È stata inoltre definita la struttura del Fondo di assistenza sanitaria integrativa “FASIF” con l’articolazione in più livelli di contribuzione e di prestazione e l’attivazione di una copertura sanitaria di base per i dipendenti con onere a esclusivo carico aziendale. Da gennaio 2013, i dipendenti interessati dal CCSL beneficiano di una copertura annua LTC (Long Term Care) per i casi di non autosufficienza, nonché di un programma biennale di prevenzione cardiovascolare e di prevenzione della sindrome metabolica.

L’accordo ha durata per tutto il 2013 e a novembre azienda e sindacati hanno avviato la trattativa di rinnovo.

In Francia e in Polonia le negoziazioni salariali collettive a livello aziendale hanno inevitabilmente risentito dei risultati economici negativi registrati in Europa e il perdurare dell’andamento negativo del mercato ha imposto un rigoroso contenimento degli incrementi salariali collettivi.

In Serbia, è stata raggiunta l’intesa per il rinnovo triennale del Contratto Collettivo di lavoro applicato nello stabilimento Fiat automobili Srbija d.o.o di Kragujevaç. Azienda e sindacato hanno anche concluso la negoziazione salariale collettiva che ha comportato aumenti medi in linea con l’inflazione. L’intesa prevede anche la definizione del “Premio di Natale”, il cui importo è riconosciuto in funzione dell’effettiva prestazione lavorativa dei dipendenti interessati.

In Canada, CpK Interior Products Inc. (azienda di proprietà di Chrysler Canada Inc.) e il sindacato United Steel Workers (USW) hanno negoziato un nuovo contratto collettivo della durata di 4 anni che prevede condizioni competitive in termini di costo del lavoro e regolamentazione del lavoro

In Messico, Chrysler Group e il Sindicato Nacional de Trabajadores de la Industria Automotriz Integrada Similares y Conexos de la Republica Mexicana hanno concluso il processo annuale di contrattazione. Le parti, per la prima volta nella loro storia e nella storia del settore automobilistico in Messico, hanno negoziato un contratto pluriennale. Questo nuovo contratto della durata di 3 anni, avrà durata sino al 9 maggio 2016.

Nel 2013 il livello di conflittualità nelle aziende del Gruppo Fiat in Italia è stato di scarsa rilevanza, sia per quanto riguarda il numero degli episodi, sia in termini di adesione, sebbene in alcuni casi i temi oggetto di rivendicazione avessero un certo impatto sulla collettività, così come contenute sono state le azioni di microconflittualità.

Anche quest’anno la conflittualità negli altri Paesi non è stata di particolare rilievo e ha riguardato per lo più specificità a livello di singolo stabilimento.

Gestione delle esigenze produttive

Anche nel 2013 i risultati economici a livello mondo hanno beneficiato della solidità del Gruppo che si è avvalso degli effetti conseguenti della diversificazione geografica dei vari business.

Nel corso dell’anno il Gruppo ha risposto al positivo andamento di alcuni mercati attraverso il ricorso a strumenti di flessibilità. Queste situazioni di mercato hanno anche consentito la trasformazione della maggior parte dei contratti di lavoro a tempo determinato in assunzioni a tempo indeterminato.

In Europa, nel 2013 è proseguita la forte contrazione della domanda con un impatto particolare sulla capacità produttiva del Gruppo Fiat in Italia, dove è stato necessario ricorrere a fermate produttive. Tuttavia, l’Azienda ha proseguito nella politica a tutela dell’occupazione dei propri dipendenti attraverso il ricorso ad ammortizzatori sociali, ove possibile, o di trattamenti definiti dalla contrattazione collettiva o da politiche aziendali.

In Italia, nel 2013 il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni ha consentito sia di gestire i cali produttivi, sia di iniziare o proseguire le operazioni di ristrutturazione e riorganizzazione connesse agli investimenti del Gruppo.

Negli altri Paesi europei, le fermate produttive - attuate attraverso il ricorso ad ammortizzatori sociali, ove possibile, o di trattamenti definiti in base alla contrattazione collettiva o a politiche aziendali - sono state di scarsa rilevanza, così come anche le operazioni di ristrutturazione e riorganizzazione. Nei primi mesi dell’anno si è ultimato il processo di riorganizzazione dello stabilimento Fiat Auto Poland di Tychy (Polonia) comunicato a dicembre 2012.

In Brasile le esigenze di adeguamento della produzione al positivo andamento del mercato sono state affrontate per lo più attraverso il ricorso a forme di flessibilità e la definizione, tramite accordi sindacali, di sistemi di turnazione adeguati.

Con riferimento a Chrysler Group, nel 2013 ha incrementato la produzione negli stabilimenti dell’area NAFTA per rispondere all’aumento della domanda. A supporto di tale incremento dei volumi, l’azienda ha aumentato conseguentemente anche i livelli di occupazione, ad esempio nell’area Manufacturing per sostenere la produzione, così come nelle attività di Ingegneria e di Ricerca e Sviluppo nonché prevedendo l’inserimento di figure professionali